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Busto di Luigi CiaramellaDurante il fascismo ogni cittadina era governata da un podestà che veniva politicamente imposto, questi era aiutato nel suo compito da un segretario politico e da una Consulta. Afragola ebbe, dal 1927 al 1943, sempre lo stesso podestà, che per i suoi meriti non fu mai sostituito. Colui che governò la nostra cittadina per così lungo tempo era un locale professionista, il dottor Luigi Ciaramella.Non sarebbe stato facile trovare una persona più leale e comprensiva e, nonostante fosse stato lasciato indisturbato alla guida dell'amministrazione afragolese, mai abusò della sua alta carica, anzi seppe sempre venire incontro ai problemi ed alle esigenze del popolo. Quindi, fortunatamente, il periodo fascista in Afragola fu caratterizzato dal governo, non oppressivo, del nostro potestà che promosse anche numerose opere di ristrutturazione pubblica. In quel periodo, infatti, sorse il dispensario antitubercolare e fu affrontato radicalmente il problema delle fognature.

Fu inoltre completato e prolungato il tratto di strada don Minzoni (già via Avignone), fu sistemato il Rettifilo (ora corso Garibaldi) che congiunge Afragola con la vicina Casoria ed inoltre veniva curata anche la pavimentazione di altre strade comunali da via Oberdan a via Arturo De Rosa, a via Sanfelice, al corso De Nicola. Addirittura, in pieno clima fascista, il Ciaramella fu in grado di ottenere, dall'alto commissario della provincia di Napoli, che il corso si intitolasse al nome del De Nicola ancora vivente. Intorno al 1938 fu risolto il problema dell'edilizia scolastica quando venne costruito l'edificio scolastico dedicato a Guglielmo Marconi che sorge alle spalle del santuario di Sant'Antonio. Il Ciaramella conservò sempre una posizione privilegiata nei confronti dei fascisti napoletani e la usò per fornire il paese di quanto avesse avuto bisogno. Il suo principale obiettivo fu quello di gettare le basi per riuscire a trasformare, una volta per sempre, Afragola in una grande città. Un passo in quella direzione fu fatto quando la nostra cittadina fu elevata da comune a città; fu così realizzato un sogno di molti afragolesi. Ancora oggi, affisso nell'atrio del palazzo di città, vi è un marmo che sta a ricordare il felice evento. Su esso è inciso: "Sua Maestà - Vittorio Emanuele III - Re d'Italia ed Imperatore d'Etiopia - con decreto 5 settembre 1935, XIII - si degnò conferire a questo Comune - il titolo di - Città - 28 ottobre A. XIV. E.F. In quel periodo anche l'agricoltura ebbe una svolta, adottando sistemi moderni ed intensivi, allo stesso tempo andava sviluppandosi il commercio e l'industria.

 

Segnaliamo inoltre le pagine dedicate alla curiosa vicenda che ha avuto per protagonisti Afragolaweb ed il Comune di Afragola.

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