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La narrazione delle vicende storiche afragolesi rappresenta un affascinante intreccio tra leggenda e certezze storiche. Quella che segue è una narrazione degli eventi che cerca di essere il più possibile fedele a quanto comprovato da documenti storici, senza tuttavia perdere di vista i colorati elementi di leggenda che ancora oggi hanno tanto credito.

LA LEGGENDA

Affresco del Moriani rappresentante la venuta di Ruggero il Normanno ad AfragolaE' comune credenza popolare che Afragola abbia tratto origine dall'antico popolo dei Normanni. Quasi sicuramente si tratta, però, di una leggenda fiorita dalla fantasia popolare; tuttavia essa venne consolidata da un pittore, il Moriani, che nel 1886 affrescò il salone comunale di Afragola, raffigurandovi la venuta di re Ruggero il Normanno, avvenuta presumibilmente nel 1140. Il quadro ad affresco, tutt'oggi visibile nel salone delle adunanze del Municipio di Afragola, presenta, sullo sfondo di una selva, l'imponente figura del re che si accinge a dare ad un gruppo di soldati il possesso di terre incolte; ad accogliere il re accorrono contadini, fanciulli e ragazze che raccolgono fragole da dare in dono al sovrano. Però alcuni studiosi, in base a validi documenti storici, smentiscono questa leggenda dicendo non solo che la cittadina già esisteva precedentemente, ma che Ruggero I morì nel 1101. Quindi, se ad Afragola vi è stato un sovrano, si tratta di Ruggero II venuto solamente per distribuire ai suoi veterani alcune moggia di terreno da dissodare e coltivare.

Studi e scavi condotti sul nostro territorio hanno ulteriormente smentito l'ipotesi della fondazione di Afragola ad opera dei Normanni dimostrando origini più antiche. Infatti nell'ultimo ventennio, nella nostra campagna, sono state ritrovate tombe appartenenti a necropoli sannitiche che gli studiosi hanno potuto datare intorno al IV-III secolo A.C. Tra queste, va sicuramente menzionata una tomba in particolare, per il suo grande valore scientifico. Su questa sono raffigurate due donne l'una di fronte all'altra. Una di queste tiene stretta al petto una pagnotta e porge all'altra una tazza; quest'ultima attingendo da un secchio versa da bere alla prima donna. E' proprio la presenza di questo secchio che costituisce un'assoluta rarità nella pittura funeraria campana. Questi ritrovamenti sono segno evidente che in età sannitica erano sparsi nell'agro afragolese una serie di villaggi, piccoli nuclei rustici in cui si svolgeva un'umile e semplice vita. Altro importante ritrovamento fu quello di un'ara augustea risalente al I d.C. sulla quale era incisa la scritta AUG. SACR. Ciò sta a testimoniare che anche Afragola, come Napoli, fu devota e fedele ai romani e dovette, con molta probabilità, esprimere riconoscenza ad Augusto con quell'ara per qualche beneficio ricevuto. Purtroppo di questo prezioso ritrovamento non è rimasto nulla poiché venne frantumato e utilizzato come brecciame nel secondo dopoguerra. In base a tali testimonianze possiamo, quindi, ritenere che la nostra città abbia avuto origine da più antichi agglomerati di case rustiche, abitate da contadini dediti alla coltura dei campi. In seguito vennero ad aggiungersi anche i profughi delle città di Atella ed Acerra che, a varie riprese, contribuirono ad incrementare questi piccoli villaggi situati nel territorio afragolese. Man mano tali insediamenti ebbero anche un nome, tra i più importanti ricordiamo: ARCOPINTO e CANTARELLO.
Cartina storica di AfragolaAd Afragola cinque erano i luoghi che prendevano nome da un arco quindi Arcopinto è variamente indicato nei documenti; il nome sembra comunque derivare da un antico arco, avanzo di un acquedotto che passava di lì. Cantarello era invece un villaggio sito nella campagna afragolese; esso ha una storia antichissima, documentata dalle numerose tombe ritrovate. Si ha memoria di questo paese sino a Carlo II e re Roberto; venne in seguito distrutto e finì per incrementare Afragola come già aveva fatto Arcopinto. Altri villaggi sorti nella campagna afragolese furono: San Salvatore delle monache, Archora e Salice. E' proprio da questi piccoli villaggi che ha tratto origine il nostro paese ed è nel 1131 che esso viene menzionato, per la prima volta in un documento, con il nome di AFRAORE.

In epoca ducale, cioè prima della conquista normanna, ben poco si conosce dell'organizzazione amministrativa di tali villaggi. Molto probabilmente alcuni fecero capo ad organismi centrali del ducato, mentre altri furono retti da un magister militum che soprintendeva un territorio abbastanza ampio. In seguito, con la venuta dei Normanni e l'unificazione del regno, la pianura napoletana raggiunse una condizione di prosperità e tranquillità. Questa condizione favorì lo sviluppo di vari casali che furono considerati parte integrante della capitale ed allo stesso modo i loro abitanti erano considerati a tutti gli effetti cittadini di Napoli. Fin dal 1278, ai tempi di re Carlo I, ad Afragola possiamo trovare vestigia di feudalità. Alcuni documenti fanno infatti riferimento ad un certo Paolo Scotto che possedeva un feudo nel casale di Afragola , nel luogo detto "a la fracta". Si parla anche di altra terra feudale situata nella palude di Afragola e di un tale Pandolfo Gennaro che possedeva beni feudali nella zona dell'Arco Pinto. Inoltre Carlo II aveva concesso in feudo al suo medico le cesine di Afragola (terreni una volta boscosi e poi resi alla coltura col taglio degli alberi). Ma non tutta Afragola fu feudale, infatti durante il periodo angioino gli abitanti dei casali si erano organizzati in UNIVERSITAS.

Busto di Luigi CiaramellaDurante il fascismo ogni cittadina era governata da un podestà che veniva politicamente imposto, questi era aiutato nel suo compito da un segretario politico e da una Consulta. Afragola ebbe, dal 1927 al 1943, sempre lo stesso podestà, che per i suoi meriti non fu mai sostituito. Colui che governò la nostra cittadina per così lungo tempo era un locale professionista, il dottor Luigi Ciaramella.Non sarebbe stato facile trovare una persona più leale e comprensiva e, nonostante fosse stato lasciato indisturbato alla guida dell'amministrazione afragolese, mai abusò della sua alta carica, anzi seppe sempre venire incontro ai problemi ed alle esigenze del popolo. Quindi, fortunatamente, il periodo fascista in Afragola fu caratterizzato dal governo, non oppressivo, del nostro potestà che promosse anche numerose opere di ristrutturazione pubblica. In quel periodo, infatti, sorse il dispensario antitubercolare e fu affrontato radicalmente il problema delle fognature.

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