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La chiesa nacque nel 1602 per ospitare i padri Domenicani, presenti ad Afragola già dal 1500 per volere degli amministratori. Inizialmente la struttura sarebbe dovuta sorgere in un'area molto ampia ma lontana dalla città, tuttavia si ripiegò per un lotto di terreno molto più' piccolo di quello originale ma vicino al centro abitato.
Grazie alla massiccia collaborazione dei cittadini la chiesa fu eretta in un solo anno mentre il vicino convento richiese un lavoro più lungo nonostante la sua semplicità.
Dopo due secoli di attività, dopo aver ospitato una scuola di logica e metafisica, dopo aver visto sorgere intorno ad esso un nuovo, popolato quartiere, il convento fu chiuso e i Domenicani abbandonarono definitivamente la città, il complesso passo' nelle mani dei laici e fu riutilizzato in vari modi, addirittura una parte del convento fu utilizzata come carcere .Nel 1899 l'intera struttura passò nelle mani della Diocesi, che iniziò una serie di restauri. Sul muro absidale fu collocata una tela della Vergine del Rosario, dipinta per i certosini di S.Martino da Giovanni Lanfranco e mai accettata da questi. Dopo alcuni ritocchi di Luca Giordano, la tela fu acquistata nel 1899 dalla chiesa ed anche restaurata. Tuttavia c'è da dire che la tela fu portata per una mostra al museo di Capodimonte nel 1984, e non è stata ancora restituita. La chiesa subì gravi danni con il terremoto del 1980, fu chiusa e riaperta solo nel 1989. La facciata della chiesa è in stile tardo Barocco, chiaro segno delle varie ristrutturazioni. L'interno conserva ancora il sapore settecentesco, con i suoi marmi, stucchi, cornici e pavimenti maiolicati. La struttura della chiesa è a croce latina, con abside piano; possiede cinque cappelle su ogni lato dell'unica navata, coperte da archi a tutto sesto, vi è un breve transetto, un presbiterio rettangolare ed è dotata di un'ampia volta a vela. Nella terza cappella sulla destra c'è la statua di S.Vincenzo anche se la cappella era intitolata a S.Domenico, essa differisce dalle altre in quanto è di dimensioni maggiori e presenta differenti decorazioni poiché appartenne alla famiglia Castaldo che ne fece sepolcro personale. L'altare presente in questa cappella è decorato con marmi policromi, e proviene dall'oratorio della disciolta confraternita del rosario. La quarta e la quinta cappella vanno segnalate per la presenza delle tele di "S. Anna" e "S. Gennaro" ed i pregevoli marmi del '700. Delle cappelle sulla sinistra citiamo la terza in cui vi è una tela raffigurante il "Trapasso di S.Rosa" e la quinta in cui vi è un mosaico di S.Giuseppe e un pulpito del 1810. Il soffitto piano ospitava una tela raffigurante la "Gloria di S.Domenico" realizzata dal nostro artista Angelo Mozzillo nella seconda metà del '700 fu sostituita da una copia dipinta da Salvatore Cozzolino ma di dubbio gusto. Anche questa andò persa nel terremoto del 1980.













