Errore
  • XML Parsing Error at 1:345. Error 9: Invalid character

Arte e Monumenti

I reperti archeologici di maggior rilievo ritrovati sul territorio afragolese vanno fatti risalire al periodo sannita, e la loro rilevanza storico-artistica è messa in luce dal fatto che essi sono ancora attualmente esposti presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

BREVE ACCENNO STORICO

I Sanniti (popolo d'origine italica parlante lingua del gruppo osco) s'insediarono nell'Italia meridionale alla fine del V sec a.C. Propaggine del più ampio gruppo dei Sabini, erano a loro volta un popolo dalle molte ramificazioni: tra cui i più importanti erano Caroceni e Irpini.

Solo nel 1961, dopo anni di trafugamenti e di scempi perpetrati ai danni del patrimonio archeologico afragolese da parte dei tombaroli, la Soprintendenza alle Antichità delle province di Napoli e Caserta diede il via agli scavi che poi permisero il ritrovamento d'innumerevoli reperti risalenti al periodo sannita. Dopo una scrupolosa ricerca nel luglio dello stesso anno in località Cantariello furono ritrovate sette tombe poste ad una profondità di m.0.90. di cui una dipinta. La tomba, l'unica a due loculi, esposta oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e risalente al secondo decennio del III sec. a. C. fu ritrovata priva del suo corredo ma integra nella sua parte pittorica.

Dopo un'interruzione che durò oltre dieci anni gli scavi ripresero all'inizio degli anni Ottanta. Nel 1982, in località Sanguineto, venne alla luce una vasta necropoli sannitica risalente al IV-III sec. a. C.. Quattro tombe collocate ad una profondità di circa 1.50m. e disposte ad una distanza di 3m. l'una dall' altra erano ricoperte da spesse lastre di tufo, con vani per la sepoltura di ridotte dimensioni, e prive di suppellettili e di ossa. Di notevole interesse si rivelo' il costatare che i vani per la sepoltura erano stati ricavati in uno strato di terra ancora umido con presenza di fossili e di foglie, avendo così la prova che il terreno in questione all' epoca fosse notevolmente paludoso e costantemente soggetto alla inondazioni del Clanio.

I primi reperti appartenenti all' età Romana furono scoperti in località Masseria, dove nonostante l'azione incessante dei tombaroli, furono ritrovati: vasellame, i resti di un antico torchio per vino (forse appartenente ad una villa rustica del II sec. d.C.), una moneta d'età adrianea ed un grosso dolio in frantumi oltre ad un cunicolo, forse un antico acquedotto.

Newsletter

Resta aggiornato e ricevi convenzioni e info utili per la tua città.



Seguici anche su



Accesso Utenti

An error occured during parsing XML data. Please try again.

Consulta è ricevi comodamente le nostre riviste

SCARICA ORA