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Biografie di Afragolesi illustri - Scheda a cura di Carmine Romanucci

Afragola vanta un discreto numero di personaggi, più o meno famosi, che hanno segnato in qualche modo la storia della città. In questa sezione proponiamo una carrellata di coloro i quali hanno contribuito con il loro operato a dare lustro alla nostra città.

Già tra il 1300 ed il 1400 un cittadino illustre si mette in luce nel campo degli studi filosofico-teologici, è il domenicano Domenico De Stelleopardis , nato all'inizio del 1300. Uomo di chiesa molto vicino ai grandi personaggi storici e religiosi dell'epoca. Studiò al convento di S.Domenico Maggiore, fu nominato Superiore Provinciale dei Domenicani nel regno delle due Sicilie, fu consigliere di Carlo III di Durazzo e confessore di re Ladislao. Il Papa Urbano VI, nel 1379, lo scelse come predicatore apostolico contro l'antipapa Clemente VII, anche il successivo papa, Bonifacio IX nel 1401, gli confermò tale incarico. Per anni si è pensato che fosse stato autore di un poemetto in ottava rima narrante le vicende della chiesa di S.MArco in Sylvis ma venne confutato nell'800 da Gennaro Rocco il quale fece un'approfondita analisi dei contenuti e dello stile, concludendo che il poemetto era apocrifo, privo di senso e pieno di favole. Sono attribuiti a lui varie opere di argomento filosofico teologico conservate nella biblioteca del convento di S.Domenico Maggiore, all'interno del chiostro dello stesso convento venne dipinto un suo ritratto che fù poi cancellato, si è salvata solo l'iscrizione in latino relativa al dipinto, copiata appena in tempo da un padre domenicano. Morì agli inzi del 1400. Antonio Castaldo , divenne segretario dell'Accademia de'Sereni e dopo poco segretario della città di Napoli. Purtroppo abbandonò la carica a causa di un attentato (non mortale). Dopo la sua morte fu pubblicata "Istoria di Napoli", racconto di 50 anni di storia della città in cui si narra di guerre, terremoti, esplosioni vulcaniche, tragedie, feste ed altro ancora. Il '600 è ricco di concittadini che meritano una nota storica. Iniziamo con Giambattista Iovino , avvocato e magistrato di grandissima stima tanto da divenire Consigliere del Sacro Regio Consiglio e decano. Figura quindi Domenico Antonio Cimino che esercito' la professione di medico nella nostra cittadina.Amato dagli abitanti di Afragola, fu eletto sindaco nel 1656 alla giovane età di 27 anni. Trasferitosi nel 1660 a Napoli per motivi di studio, vinse all'università della capitale la cattedra di medicina teorica e successivamente quella di istituzioni mediche. Sono rimasti inediti suoi vari trattati di diversi generi, dalla poesia alla fisica. Ancora in questo secolo, spicca la figura di un sacerdote Marco Baccina o Vaccina ,nominato vescovo della diocesi di Trevico fece del buon costume e della cultura "missione" del suo episcopato. Probabilmente il più illustre personaggio Afragolese di questo secolo fu l'avvocato Giulio Capone , sepolto nella chiesa di S.Paolo Maggiore ed onorificato dal tribunale di Napoli con un busto marmoreo collocato nel salone dei busti dei personaggi che hanno reso onore al foro ed alle cattedre universitarie. Merita certamente menzione anche il religioso afragolese Giuseppe Cerbone soprattutto per la precocità della sua carriera. Nato il 10 luglio del 1649, a 17 anni già terminò gli studi di lingua italiana e latina, nonchè quelli di filosofia. Proseguì a Napoli, presso i padri Domencani, dove incontrò la teologia. All'età di 18 anni era noto come oratore sacro, tanto da essere inviato dal vescovo di Acerra di quel periodo a tenere le prediche domenicali nella cattedrale di quest'ultima. Nonostante la giovanissima età, nel 1668, ovvero a 19 anni, fonda ad Afragola una scuola di lettere e filosofia, che purtroppo chiuse due anni dopo. Nel 1971 consegue la laurea in teologia ed il 19 dicembre dello stesso anno viene ordinato sacerdote. La sua fama di oratore sacro e di teologo dalle fondate conoscenze continuò a crescere negli anni, fino al 1686 quando fu designato a dettare gli esercizi spirituali al Clero di Napoli nella chiesa Cattedrale. Il 3 giugno 1686 gli fu assegnata l'arcipretura di Afragola ed il suo terziero, ne prese possesso il 7 luglio nella chiesa di S.Maria D'Ajello , ma fu anche rettore curato della chiesa di S.Marco e vinse anche il concorso per la parrochia di S.Giorgio (6 settembre 1702). Infine fu esaminatore della Diocesi di Calvi, ed ebbe buoni rapporti con la città, tanto da dedicarle due scritti riguardanti la sua storia, un primo in latino ed un'altro successivo in italiano con molte più informazioni del precedente. Cerbone fu il primo a trattare la storia di Calvi, e fu addirittura censurato dagli storici calvesi posteriori, perchè considerato "straniero". Tra gli altri scritti ricordiamo: "Manuale di esercizi pratici per uso de' sacerdoti assistenti a' moribondi" pubblicato nel 1681. Si spense il 2 gennaio 1706. A cavallo tra '600 e '700 ha voce in capitolo Gioacchino Castaldi ,docente universitario alla cattedra di filosofia e poi di medicina all'università di Napoli. Ancora un religioso Afragolese, nel '700, riveste cariche importantissime Gennaro Fatigati ; collaboratore di Matteo Ripa, il quale fondò la congregazione ed il collegio della Sacra Famiglia, Fatigati istruì il primo gruppo di sacerdoti cinesi, otto in totale , che portarono la parola del vangelo nell'antico impero. Sempre nel '700 due fratelli, Michele e Benedetto Rocco , lasciarono il segno nell'attività letteraria del nostro paese. Il primo scrisse "De'banchi di Napoli, e della sua origine", nonchè la traduzione in dialetto delle Bucoliche e delle Georgiche di Virgilio; il secondo fu musicista ed esecutore, pubblicò un trattato sul gioco degli scacchi ed un saggio di iscrizioni latine. Continuiamo con l'ennesimo religioso afragolese, Tommaso Credennino ,che partecipò attivamente alla riforma dell'ordine Agostiniano di cui faceva parte. Figura nella nostra lista un artista , precisamente un pittore, Angelo Mozzillo , il quale fu sottovalutato fino alla metà del '900, quando si comprese a fondo la sua arte ed il suo stile colmo di riferimenti religiosi. Accertata la data di nascita del Mozzillo, 20 ottobre del 1736 (ovviamente ad Afragola più precisamente nel quartiere della parrocchia di S.Maria D'Ajello) non si è pienamente certi della data del suo decesso, ipotizzata tra il 1806 ed il 1808 nelle campagne del Nolano. Non fu un artista geniale, ma fu in grado di apportare ai suoi dipinti ed ai suoi affreschi un elevato senso d'equilibrio e di armonia, sia nel disegno che nei colori; alle figure maschili si affianca dinamicità alla sua usuale serenità. Punto forte nelle sue composizioni sono gli Angeli, portatori e cantori di messagi celestiali e per questo dipinti con eleganza, grazia e con freschezza di colori proprio per enfatizzare l'innocenza ed, allo stesso tempo, il divino compito di queste figure paradisiache. Sua peculiarità fu il distaccarsi, almeno in parte, dalla corrente artistica del suo periodo, il manierismo, riuscendo quindi a mantenere una chiarezza nelle linee e nei colori che si allontanano dal fare di altri autori suoi contemporanei. Per qunto rigurda i colori, Mozzillo preferiva soprattutto gli azzurri e tutte le sfumature del verde. Nella nostra città troviamo sue tracce all'interno di due androni, ormai irrimediabilmente rovinati, in cui sono raffigurati S.Vincenzo e S.Michele Arcangelo, infine all'angolo di via De Rosa vi è una Madonnina dipinta. Le sue opere sono presenti, oltre che ad Afragola, a Caivano, nella parrocchia di S.Pietro, nella chiesa di Campiglione e nella Congrega del Sacramento dove è dipinta "L'ultima cena". Anche le chiese di Napoli testimoniano la presenza del Mozzillo, come ad esempio a S.Gioacchino, S.Lorenzo Maggiore, S. Nicola alla Dogana, al Gesù nuovo; altre sue opere sono presenti a Pugliano e a Portici. Il pezzo forte della sua carriera è il salone di S.Eligio, in piazza mercato a Napoli, che, disgraziatamente, fu distrutto nel 1943 dai bombardamenti della seconda grande guerra. In tale salone erano affrescate vicende tratte dalla Gerusalemme Liberata del Tasso. Trascorse gli ultimi anni, come già detto, nel nolano, dove sono presenti molte sue tele, le sue ultime testimonianze sono datate tra 1806 ed 1808 periodo a cui viene fatta risalire la morte. A testimoniare la sua importanza c'è, ad Afragola, una scuola media statale che porta il Suo nome. A ridosso tra '700 ed '800 si nota la presenza di Giuseppe Castaldi , un uomo dai mille interessi; attivo politicamente, fu sindaco, consigliere di Napoli e deputato al parlamento Nazionale, impegnato come avvocato di successo, poi magistrato ,quindi giudice della Gran Corte civile di Napoli.Aveva sogni di libertà per l'Italia di quel tempo, per questo lottò e fu costretto all'esilio nel 1848. L'ultimo nome importante non contemporaneo lo troviamo tra la fine dell'800 ed i primi del secolo passato, è Gennaro Aspreno Rocco , cui dedichiamo una biografia personale .

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