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Prof.Mazzone , lei è il Presidente  della Società  sportiva RUGBY AFRAGOLA, a che punto sta  la  battaglia degli sportivi di Afragola per la riapertura dello stadio comunale L.MOCCIA?

V.M.: Devo dire  che la  mobilitazione democratica  sta andando avanti e stiamo organizzando altre iniziative per continuare  a denunciare una  vera e propria  VERGOGNA.

Quale?

V.M.: Il fatto che , da oltre tre anni, il Sindaco Nespoli con arroganza  e  con  atteggiamento “padronale” continua  ad imporre la chiusura dell’unica struttura sportiva  di Afragola rappresentata dallo stadio comunale L.MOCCIA.
Vorrei ricordare  che Afragola è una Città di  oltre 65.000 abitanti  ed io sfido chiunque   a citarmi un   altro caso del genere in Italia in cui non solo si tiene chiuso  l’unico impianto sportivo esistente, ma accade che il  Sindaco e la sua maggioranza   si rifiutano di confrontarsi con le Società sportive  e con la Città. Nello scorso mese di Dicembre  le Società sportive hanno organizzato un confronto pubblico con  il Sindaco e gli Amministratori comunali e Nespoli  e la sua maggioranza  hanno rifiutato il confronto  e non si sono presentati al dibattito. Si pensi, inoltre,  che , non a caso, da oltre tre anni il Sindaco, su questo  punto specifico,  non  ha mai sentito il bisogno di confrontarsi democraticamente neppure con il Consiglio Comunale. Questo considerare lo stadio comunale non un BENE COMUNE ,ma una cosa  propria  di cui  si può  disporre a  piacimento è  l’espressione più  evidente di una concezione  antidemocratica    che mortifica  l’intera   Città di Afragola. Ecco perché  sto parlando da mesi di una VERGOGNA  che va al più  presto cancellata.  

Ma ,al fine di  chiarire a tutti   come stanno le cose, può  dirci  perché il Sindaco Nespoli si ostina  nel continuare   a tenere chiuso lo stadio comunale L.MOCCIA?

V.M.: E’  necessario  che, seppure in estrema sintesi, faccia la storia di questi ultimi  anni. Il Sindaco Nespoli, poco dopo il suo insediamento, chiuse lo stadio  e quando  con una delegazione della Società Rugby Afragola, andai a chiedere  le ragioni  della chiusura,  giustificò  la sua scelta  affermando che aveva riscontrato una serie di illegalità   nei lavori di ristrutturazione  che erano in  atto all’interno dello stadio. Gli rispondemmo immediatamente “Difendi la legalità , difendi gli interessi di Afragola.Tieni conto soltanto  che  le Società  sportive di Afragola hanno bisogno  dello stadio”  ed al Sindaco che ci assicurava  che tutto si sarebbe risolto nell’arco di  pochi   mesi rispondemmo ”  Prenditi  un anno intero. Noi  vedremo come risolvere questa emergenza. Ci rivediamo tra un anno”.

E cosa è accaduto dopo?

V.M.: L’anno successivo, quando le Società sportive si recarono in Comune per sollecitare la riapertura dello stadio il Sindaco   , nel confermare la chiusura  , ci disse che c’erano ancora dei  problemi da risolvere e ci annunciò  che, comunque,  si stava attivando per   assegnare ai privati la gestione dello stadio. Esprimemmo immediatamente  tutta la nostra contrarietà  a questo progetto di privatizzazione  che finirebbe per ammazzare definitivamente lo sport ad Afragola perché un investitore privato   non penserebbe ad altro  che ai suoi profitti. Da allora non facciamo altro che chiedere la riapertura dello stadio.

Ma, nel frattempo, i lavori di ristrutturazione dello stadio si sono , poi, completati?

V.M.: Questo è un altro aspetto grave della vicenda

In che senso?

V.M.: Nel senso  che, allo stato, non si  comprende  se   vi è stata la chiusura formale del cantiere che era stato avviato  oltre tre anni fa. Sta di fatto che da quasi due anni  è tutto fermo,  dopo l’ultimazione di   una serie di lavori. Soltanto che  molti dei soldi  spesi  sono stati buttati al  vento perché    la chiusura persistente dello stadio   ha prodotto uno stato di  penoso abbandono. Penso al  manto erboso  del campo A  e   alla  pista di atletica leggera  che erano stati rimessi a nuovo  ed ora sono   ricoperti   da una foresta  inestricabile di vegetazione spontanea.

Ma perché tutto questo spreco di danaro  e questa ostinazione?  

V.M.: Il  Sindaco Nespoli ,  pur di avere mano libera  nel suo progetto di privatizzazione dello stadio, ha bisogno di tenerlo chiuso,  nonostante i danni  che sta procurando allo sport cittadino, alla struttura  stessa    e alla Città   nel suo insieme.
Sta di fatto, poi, che neppure  la gestione privata è riuscito a realizzare. Sappiamo, infatti,  che , in considerazione degli interessi in gioco, più  soggetti sono interessati al business. Ma tra loro c’è  guerra. Di qui l’immobilismo. Ma la domanda che rivolgo pubblicamente a tutti è questa ? E’ mai possibile che l’unico impianto sportivo cittadino debba essere oggetto di un business?  Come si può tradire  l’atto di generosità  di un imprenditore illuminato, Luigi Moccia appunto, che volle donare  lo stadio comunale  ai cittadini di Afragola perché  praticassero la sana attività sportiva?
Lo stadio comunale L.MOCCIA è  un BENE COMUNE   della Città  e  non si può  tradire la finalità pubblica per la quale è stato creato.  Lo ripeto ancora una volta  si vorrebbe mortificare la Città di Afragola facendole subire una  insopportabile vergogna.

Ma rispetto alle Amministrazioni precedenti, come è cambiato  lo sport ad Afragola negli anni bui dell’Amministrazione Nespoli?

V.M.: Devo dire,  in   verità,   che non solo ad Afragola , ma nell’intero  nostro Paese non  è diffusa una  moderna cultura sportiva. Gli italiani  sono un popolo  di spettatori e tifosi    e non   un popolo di sportivi praticanti. Eppure  la Medicina, la Pedagogia e l’intero mondo scientifico  sottolineano quotidianamente il valore delle attività motorie  e dello sport  per la salute  e il benessere  psico-fisico della persona. A  causa di questo deficit culturale, ampiamente diffuso, le Amministrazioni Comunali , in genere,  hanno  dimostrato quasi sempre  di  non  sapersi attivare seriamente per la diffusione della pratica sportiva.
Questi limiti  hanno caratterizzato  fortemente   tutta la Politica anche ad Afragola e, quindi, tutte la Amministrazioni negli anni precedenti hanno fatto poco per lo sport. Ma oggi stiamo vivendo davvero un periodo buio. Non solo perché  continua ad esserci   un’arretratezza culturale  che impedisce di  capire  che un euro speso per lo sport  rappresenta un investimento di grande valore sociale e che, pertanto, promuovere la pratica sportiva significa togliere i ragazzi dalla strada  ed aiutarli a crescere in modo sano. Ma soprattutto perché, come ho  già detto prima, il Sindaco Nespoli  e la sua maggioranza  vogliono profittare  dello stadio comunale  per favorire  interessi privati a danno della collettività.
Il buio pesto , infine, è  rappresentato dall’arroganza di questo Sindaco  che, in un delirio di onnipotenza, è  incapace di confrontarsi  con chi la pensa diversamente da lui.

Cosa servirebbe allo sport locale?

V.M.: In primo luogo un salto culturale nel senso precedentemente indicato. Lo sport, cioè, essendo una cosa che contribuisce alla salute e al benessere psico-fisico delle persone  non può essere considerato un di più, ma rappresenta un diritto del cittadino   che una società  moderna deve   saper assicurare. Ed , allora, avremmo bisogno di un’Amministrazione comunale  che   faccia alcune cose immediate:1)PROMUOVERE LA REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO BENESSERE  DELLA PERSONA CON LA PARTECIPAZIONE E LA COLLABORAZIONE  DEL MONDO DELLA SCUOLA E DELL’ASSOCIAZIONISMO CULTURALE E SPORTIVO LAICO E RELIGIOSO. Per  attivare una serie di iniziative   che , tra le altre cose,  prevedano  una forte incentivazione dello sport di base;
 2)APRIRE TUTTE LE PALESTRE DELLE SCUOLE IN ORARIO EXTRASCOLASTICO
Per promuovere  attività  motorie di base;
3)  UTILIZZARE TUTTI GLI SPAZI LIBERI ESISTENTI E LE AREE CONFISCATE ALLA CAMORRA
Per realizzare tanti spazi di verde e tante attrezzature sportive   da mettere a disposizione di bambini, giovani ed anziani per promuovere attività di gioco , di socializzazione e di svago;

Un suo parere sull’Amministrazione Nespoli, oltre i temi sportivi

V.M.: Il  danno fatto da  Nespoli  ad Afragola  e al  tessuto democratico della Città è incalcolabile. Protervia, arroganza, intimidazione sono i tratti salienti del  suo modo  di   far politica.
Tanti annunci, tante chiacchiere, tanto   clientelismo   ed un’unica cosa  concreta, la  mortificazione dell’idea stessa di partecipazione e  di democrazia.Penso a tre grandi questioni  che in modo chiaro    dimostrano i  danni che Nespoli e la sua maggioranza stanno causando ad Afragola.
QUESTIONE RIFIUTI: Afragola è una delle poche Città  che   continua  a dimostrarsi incapace di   attivare un moderno Progetto  di CITTA’ PULITA per ridurre la produzione  di rifiuti, educare ad una  raccolta differenziata generalizzata e alla diffusione della cultura del riuso dei materiali.
In altre Città  un Progetto del genere ha coinvolto   tutte le componenti sociali  diffondendo un senso di orgoglio cittadino necessario   per cambiare radicalmente  vecchie  e radicate abitudini. Ad Afragola  i cittadini che si sono proposti di collaborare con il Comune per realizzare un Progetto del genere sono stati sbeffeggiati. E nel frattempo non si realizzano impianti di compostaggio e, tanto meno,  si riesce a fare una gara corretta e trasparente  per  l’individuazione della ditta cui affidare la gestione della raccolta,del trasporto  e dello smaltimento dei rifiuti.
QUESTIONE PIU’EUROPA- Si annuncia con clamore  la realizzazione di  alcuni interventi nel centro antico della Città. A ben vedere, però,   si tratta della classica montagna che ha partorito il topolino.
Si tratta, infatti, di interventi   del tutto limitati   che  incideranno   molto poco sul centro antico cittadino  che avrebbe bisogno  di interventi   di ben più  ampio respiro. Ma , accanto,   all’incapacità  di mettere in campo   un Progetto di   risanamento  e di rivitalizzazione complessiva del centro antico, anche a questo proposito  si registra  ancora una volta  il limite di fondo di Nespoli e della sua Amministrazione. Il Progetto PIU’ EUROPA era stato  impostato  , a livello europeo e regionale,  come un Progetto da condividere con le Città. Nella sua fase iniziale, infatti, la Città  , attraverso le sue diverse componenti associative, fu sollecitata a presentare Progetti. Questo dialogo tra Citta’ e Amministrazioni   si sarebbe dovuto sviluppare   per tutte le fasi del Progetto fino  alla sua ultimazione. Come tutti sanno ad Afragola le cose sono andate in tutt’altro modo.
Annullata la democrazia e  messa da parte la partecipazione,  è  prevalsa la vecchia   regola  NON DISTURBATE IL MANOVRATORE.
BENI CONFISCATI ALLA CAMORRA: In   tante realtà del nostro Paese  le forze  culturali, politiche  e sociali più avanzate sono state in grado di  utilizzare questi beni  per promuovere tante occasioni di LAVORO BUONO , incrementando l’uso sociale di questi  Beni. Ancora una volta, anche su questa importante e delicata tematica, il Sindaco Nespoli e la sua maggioranza  hanno scientemente  evitato qualsiasi occasione di confronto democratico , non comprendendo  che senza una forte  partecipazione democratica  non si sconfigge  la cultura della camorra   e si   tradisce  la finalità stessa della Legge che affida ai Comuni  i Beni confiscati alla criminalità organizzata.

Un quadro complessivo  piuttosto desolante, Prof. Mazzone. Come se ne esce?

V.M.: C’è una sola strada da percorrere , se si vuole uscire  dal degrado in cui siamo.
Occorre  , in primo luogo, passare dall’io al noi. Uscire dal proprio egoismo   ed essere disposti ad occuparsi  dei problemi  della Città. Occorre, poi,  che tutti coloro che   non  accettano lo stato di cose esistente  trovino il modo per incontrarsi  e confrontarsi  per  ritrovare democraticamente soluzioni condivise.
Questo discorso vale in primo luogo per quelle forze politiche che  si stanno impegnando per  liberare Afragola da Nespoli e dalla sua Amministrazione.
Mi aspetto, pertanto che , a partire dalle questioni che  ho indicato,  si possano  attivare  ad Afragola tante occasioni di confronto democratico,    utili alla    definizione  di un  avanzato PROGETTO DI RINASCITA   della nostra Città.

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