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19 Febbraio 2012
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Attualità
Prof.Mazzone , lei è il Presidente della Società sportiva RUGBY AFRAGOLA, a che punto sta la battaglia degli sportivi di Afragola per la riapertura dello stadio comunale L.MOCCIA?
V.M.: Devo dire che la mobilitazione democratica sta andando avanti e stiamo organizzando altre iniziative per continuare a denunciare una vera e propria VERGOGNA.
Quale?
V.M.: Il fatto che , da oltre tre anni, il Sindaco Nespoli con arroganza e con atteggiamento “padronale” continua ad imporre la chiusura dell’unica struttura sportiva di Afragola rappresentata dallo stadio comunale L.MOCCIA.Vorrei ricordare che Afragola è una Città di oltre 65.000 abitanti ed io sfido chiunque a citarmi un altro caso del genere in Italia in cui non solo si tiene chiuso l’unico impianto sportivo esistente, ma accade che il Sindaco e la sua maggioranza si rifiutano di confrontarsi con le Società sportive e con la Città. Nello scorso mese di Dicembre le Società sportive hanno organizzato un confronto pubblico con il Sindaco e gli Amministratori comunali e Nespoli e la sua maggioranza hanno rifiutato il confronto e non si sono presentati al dibattito. Si pensi, inoltre, che , non a caso, da oltre tre anni il Sindaco, su questo punto specifico, non ha mai sentito il bisogno di confrontarsi democraticamente neppure con il Consiglio Comunale. Questo considerare lo stadio comunale non un BENE COMUNE ,ma una cosa propria di cui si può disporre a piacimento è l’espressione più evidente di una concezione antidemocratica che mortifica l’intera Città di Afragola. Ecco perché sto parlando da mesi di una VERGOGNA che va al più presto cancellata.
Ma ,al fine di chiarire a tutti come stanno le cose, può dirci perché il Sindaco Nespoli si ostina nel continuare a tenere chiuso lo stadio comunale L.MOCCIA?
V.M.: E’ necessario che, seppure in estrema sintesi, faccia la storia di questi ultimi anni. Il Sindaco Nespoli, poco dopo il suo insediamento, chiuse lo stadio e quando con una delegazione della Società Rugby Afragola, andai a chiedere le ragioni della chiusura, giustificò la sua scelta affermando che aveva riscontrato una serie di illegalità nei lavori di ristrutturazione che erano in atto all’interno dello stadio. Gli rispondemmo immediatamente “Difendi la legalità , difendi gli interessi di Afragola.Tieni conto soltanto che le Società sportive di Afragola hanno bisogno dello stadio” ed al Sindaco che ci assicurava che tutto si sarebbe risolto nell’arco di pochi mesi rispondemmo ” Prenditi un anno intero. Noi vedremo come risolvere questa emergenza. Ci rivediamo tra un anno”.
E cosa è accaduto dopo?
V.M.: L’anno successivo, quando le Società sportive si recarono in Comune per sollecitare la riapertura dello stadio il Sindaco , nel confermare la chiusura , ci disse che c’erano ancora dei problemi da risolvere e ci annunciò che, comunque, si stava attivando per assegnare ai privati la gestione dello stadio. Esprimemmo immediatamente tutta la nostra contrarietà a questo progetto di privatizzazione che finirebbe per ammazzare definitivamente lo sport ad Afragola perché un investitore privato non penserebbe ad altro che ai suoi profitti. Da allora non facciamo altro che chiedere la riapertura dello stadio.
Ma, nel frattempo, i lavori di ristrutturazione dello stadio si sono , poi, completati?
V.M.: Questo è un altro aspetto grave della vicenda
In che senso?
V.M.: Nel senso che, allo stato, non si comprende se vi è stata la chiusura formale del cantiere che era stato avviato oltre tre anni fa. Sta di fatto che da quasi due anni è tutto fermo, dopo l’ultimazione di una serie di lavori. Soltanto che molti dei soldi spesi sono stati buttati al vento perché la chiusura persistente dello stadio ha prodotto uno stato di penoso abbandono. Penso al manto erboso del campo A e alla pista di atletica leggera che erano stati rimessi a nuovo ed ora sono ricoperti da una foresta inestricabile di vegetazione spontanea.
Ma perché tutto questo spreco di danaro e questa ostinazione?
V.M.: Il Sindaco Nespoli , pur di avere mano libera nel suo progetto di privatizzazione dello stadio, ha bisogno di tenerlo chiuso, nonostante i danni che sta procurando allo sport cittadino, alla struttura stessa e alla Città nel suo insieme.
Sta di fatto, poi, che neppure la gestione privata è riuscito a realizzare. Sappiamo, infatti, che , in considerazione degli interessi in gioco, più soggetti sono interessati al business. Ma tra loro c’è guerra. Di qui l’immobilismo. Ma la domanda che rivolgo pubblicamente a tutti è questa ? E’ mai possibile che l’unico impianto sportivo cittadino debba essere oggetto di un business? Come si può tradire l’atto di generosità di un imprenditore illuminato, Luigi Moccia appunto, che volle donare lo stadio comunale ai cittadini di Afragola perché praticassero la sana attività sportiva?
Lo stadio comunale L.MOCCIA è un BENE COMUNE della Città e non si può tradire la finalità pubblica per la quale è stato creato. Lo ripeto ancora una volta si vorrebbe mortificare la Città di Afragola facendole subire una insopportabile vergogna.
Ma rispetto alle Amministrazioni precedenti, come è cambiato lo sport ad Afragola negli anni bui dell’Amministrazione Nespoli?
V.M.: Devo dire, in verità, che non solo ad Afragola , ma nell’intero nostro Paese non è diffusa una moderna cultura sportiva. Gli italiani sono un popolo di spettatori e tifosi e non un popolo di sportivi praticanti. Eppure la Medicina, la Pedagogia e l’intero mondo scientifico sottolineano quotidianamente il valore delle attività motorie e dello sport per la salute e il benessere psico-fisico della persona. A causa di questo deficit culturale, ampiamente diffuso, le Amministrazioni Comunali , in genere, hanno dimostrato quasi sempre di non sapersi attivare seriamente per la diffusione della pratica sportiva.
Questi limiti hanno caratterizzato fortemente tutta la Politica anche ad Afragola e, quindi, tutte la Amministrazioni negli anni precedenti hanno fatto poco per lo sport. Ma oggi stiamo vivendo davvero un periodo buio. Non solo perché continua ad esserci un’arretratezza culturale che impedisce di capire che un euro speso per lo sport rappresenta un investimento di grande valore sociale e che, pertanto, promuovere la pratica sportiva significa togliere i ragazzi dalla strada ed aiutarli a crescere in modo sano. Ma soprattutto perché, come ho già detto prima, il Sindaco Nespoli e la sua maggioranza vogliono profittare dello stadio comunale per favorire interessi privati a danno della collettività.
Il buio pesto , infine, è rappresentato dall’arroganza di questo Sindaco che, in un delirio di onnipotenza, è incapace di confrontarsi con chi la pensa diversamente da lui.
Cosa servirebbe allo sport locale?
V.M.: In primo luogo un salto culturale nel senso precedentemente indicato. Lo sport, cioè, essendo una cosa che contribuisce alla salute e al benessere psico-fisico delle persone non può essere considerato un di più, ma rappresenta un diritto del cittadino che una società moderna deve saper assicurare. Ed , allora, avremmo bisogno di un’Amministrazione comunale che faccia alcune cose immediate:1)PROMUOVERE LA REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO BENESSERE DELLA PERSONA CON LA PARTECIPAZIONE E LA COLLABORAZIONE DEL MONDO DELLA SCUOLA E DELL’ASSOCIAZIONISMO CULTURALE E SPORTIVO LAICO E RELIGIOSO. Per attivare una serie di iniziative che , tra le altre cose, prevedano una forte incentivazione dello sport di base;
2)APRIRE TUTTE LE PALESTRE DELLE SCUOLE IN ORARIO EXTRASCOLASTICO
Per promuovere attività motorie di base;
3) UTILIZZARE TUTTI GLI SPAZI LIBERI ESISTENTI E LE AREE CONFISCATE ALLA CAMORRA
Per realizzare tanti spazi di verde e tante attrezzature sportive da mettere a disposizione di bambini, giovani ed anziani per promuovere attività di gioco , di socializzazione e di svago;
Un suo parere sull’Amministrazione Nespoli, oltre i temi sportivi
V.M.: Il danno fatto da Nespoli ad Afragola e al tessuto democratico della Città è incalcolabile. Protervia, arroganza, intimidazione sono i tratti salienti del suo modo di far politica.
Tanti annunci, tante chiacchiere, tanto clientelismo ed un’unica cosa concreta, la mortificazione dell’idea stessa di partecipazione e di democrazia.Penso a tre grandi questioni che in modo chiaro dimostrano i danni che Nespoli e la sua maggioranza stanno causando ad Afragola.
QUESTIONE RIFIUTI: Afragola è una delle poche Città che continua a dimostrarsi incapace di attivare un moderno Progetto di CITTA’ PULITA per ridurre la produzione di rifiuti, educare ad una raccolta differenziata generalizzata e alla diffusione della cultura del riuso dei materiali.
In altre Città un Progetto del genere ha coinvolto tutte le componenti sociali diffondendo un senso di orgoglio cittadino necessario per cambiare radicalmente vecchie e radicate abitudini. Ad Afragola i cittadini che si sono proposti di collaborare con il Comune per realizzare un Progetto del genere sono stati sbeffeggiati. E nel frattempo non si realizzano impianti di compostaggio e, tanto meno, si riesce a fare una gara corretta e trasparente per l’individuazione della ditta cui affidare la gestione della raccolta,del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti.
QUESTIONE PIU’EUROPA- Si annuncia con clamore la realizzazione di alcuni interventi nel centro antico della Città. A ben vedere, però, si tratta della classica montagna che ha partorito il topolino.
Si tratta, infatti, di interventi del tutto limitati che incideranno molto poco sul centro antico cittadino che avrebbe bisogno di interventi di ben più ampio respiro. Ma , accanto, all’incapacità di mettere in campo un Progetto di risanamento e di rivitalizzazione complessiva del centro antico, anche a questo proposito si registra ancora una volta il limite di fondo di Nespoli e della sua Amministrazione. Il Progetto PIU’ EUROPA era stato impostato , a livello europeo e regionale, come un Progetto da condividere con le Città. Nella sua fase iniziale, infatti, la Città , attraverso le sue diverse componenti associative, fu sollecitata a presentare Progetti. Questo dialogo tra Citta’ e Amministrazioni si sarebbe dovuto sviluppare per tutte le fasi del Progetto fino alla sua ultimazione. Come tutti sanno ad Afragola le cose sono andate in tutt’altro modo.
Annullata la democrazia e messa da parte la partecipazione, è prevalsa la vecchia regola NON DISTURBATE IL MANOVRATORE.
BENI CONFISCATI ALLA CAMORRA: In tante realtà del nostro Paese le forze culturali, politiche e sociali più avanzate sono state in grado di utilizzare questi beni per promuovere tante occasioni di LAVORO BUONO , incrementando l’uso sociale di questi Beni. Ancora una volta, anche su questa importante e delicata tematica, il Sindaco Nespoli e la sua maggioranza hanno scientemente evitato qualsiasi occasione di confronto democratico , non comprendendo che senza una forte partecipazione democratica non si sconfigge la cultura della camorra e si tradisce la finalità stessa della Legge che affida ai Comuni i Beni confiscati alla criminalità organizzata.
Un quadro complessivo piuttosto desolante, Prof. Mazzone. Come se ne esce?
V.M.: C’è una sola strada da percorrere , se si vuole uscire dal degrado in cui siamo.
Occorre , in primo luogo, passare dall’io al noi. Uscire dal proprio egoismo ed essere disposti ad occuparsi dei problemi della Città. Occorre, poi, che tutti coloro che non accettano lo stato di cose esistente trovino il modo per incontrarsi e confrontarsi per ritrovare democraticamente soluzioni condivise.
Questo discorso vale in primo luogo per quelle forze politiche che si stanno impegnando per liberare Afragola da Nespoli e dalla sua Amministrazione.
Mi aspetto, pertanto che , a partire dalle questioni che ho indicato, si possano attivare ad Afragola tante occasioni di confronto democratico, utili alla definizione di un avanzato PROGETTO DI RINASCITA della nostra Città.













